UGUALI NEI DIRITTI-DOVERI, DIVERSI NELLE INFINITE POSSIBILITÀ DI ESISTERE: IN ARMONIA CON IL PIANETA CHE CI OSPITA

LASCIATECI FARE
(se li lasciamo fare, questi sono i risultati)

UNA PRODUZIONE SENZA SCOPO DI LUCRO DEL COLLETTIVO VOX POPULI.XYZ (ITALIA, 2015-2019)

“LASCIATECI FARE” (da: “Laissez-faire”) è un documentario composto sinora da due parti.

Il suo obiettivo è raccontare di come negli ultimi 250 anni l’ideologia liberista abbia condotto la vita dei popoli di tutto il mondo; di come sia stata messa all’angolo per alcuni decenni durante il Novecento in favore di un’economia sociale per l’interesse pubblico; ed infine, di come sia tornata alla ribalta negli ultimi quarant’anni (neoliberismo), spacciandosi per scienza economica.

L’ideologia liberista è quindi passata da essere dottrina economica ad essere ideologia politica, arrivando oggi a dominare di nuovo il mondo e garantendo le libertà ed i privilegi di poche persone, a danno della restante maggioranza della popolazione mondiale.

Attraverso l’analisi di avvenimenti storici, economici e sociali “LASCIATECI FARE” offre una prospettiva reale per capire cosa sia il (neo)liberismo e come quest’ideologia sia divenuta dominante. Da dottrina economica ad unica visione del mondo senza alternative, il (neo)liberismo è arrivato a guidare le scelte dei governi e delle istituzioni con le nostre vite, appunto, lasciando fare…

Abbiamo deciso di raccontare tutto questo attraverso la Storia, in quanto, parafrasando Antonio Gramsci, come disse Vittorio Arrigoni: Alla fine, anche se la Storia ha dei pessimi alunni, in qualche modo insegna”.

LASCIATECI FARE VOL. 1

Genesi, declino e rivalsa di un’ideologia

Negli ultimi decenni, in Italia, e ormai anche in tutto il mondo, si assiste al costante regresso del vivere umano, con la conseguente e definitiva estinzione della specie umana nella “civiltà” tecnologica (genocidi culturali).

L’automazione della produzione, con la riduzione del lavoro umano a merce e la disoccupazione lavorativa sono a livelli mai visti prima; così come la distruzione sistematica del Pianeta che ci ospita.

Quella che era la classe media, con le sue lotte popolari, si sta sempre di più impoverendo (materialmente e spiritualmente), terminando così i propri risparmi economici.

Quelle che erano le scienze economiche, sono state messe da parte per essere sostituite da dogmi e speculazioni finanziarie sempre più incentrate sul debito: sia per la cittadinanza, che per gli Stati.

Tutto questo non è stato frutto del caso. Tutto ciò è il risultato di un preciso pensiero politico. In esso non c’è spazio per il pensiero critico, perché ci viene presentata come l’unica alternativa.

Questo è il migliore dei mondi possibili e indietro non si può tornare.

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“LASCIATECI FARE VOL.1 – GENESI, DECLINO E RIVALSA DI UN’IDEOLOGIA”

Regia: Ruggero Arenella
Durata: 79 minuti (1 ora e 19 minuti)
Una produzione senza scopo di lucro del collettivo vox populi.xyz (Italia, 2015-2019).

Sito internet dedicato: www.voxpopuli.xyz
Ufficio Stampa: info@voxpopuli.xyz

LASCIATECI FARE VOL.2

Laboratorio Grecia

Laboratorio Grecia è un viaggio che attraversa la storia greca passata e recente, in un presente perennemente incerto, comune a tanti Paesi europei, Italia specialmente.

La storia parte dalla Seconda guerra mondiale, dove un popolo resistente e fiero si libera uno ad uno da tutti gli occupanti, ma si deve arrendere all’ultimo di essi, gli Stati Uniti d’America.

Da colonia inglese a colonia statunitense, il destino della Grecia è segnato. Quel piccolo paese è un tassello troppo importante nella geopolitica, soprattutto quando può mettere in crisi l’assetto di un intero continente.

Berlino accetterebbe la Grecia fuori dall’Euro, ma Washington non accetta la Grecia fuori dalla NATO.

Il destino del popolo greco risiede nelle speranze di un nuovo partito che gli promette la fine delle politiche europee di austerità, e un nuovo futuro di dignità e indipendenza.

Ma la storia era già stata scritta, da qualcun altro, probabilmente prima ancora che quel partito nascesse. Qualcuno che compie pericolose opere di ingegneria sociale.

Un documentario di Storia e di tante storie: cercando di capire la realtà della vita quotidiana nell’epicentro del neoliberismo applicato.

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“LASCIATECI FARE VOL.2 – LABORATORIO GRECIA”

Scritto e diretto da Jacopo Brogi
Durata: 165 minuti (2 ore e 45 minuti)
Una produzione senza scopo di lucro del collettivo vox populi.xyz (Italia, 2015-2019).
L’opera è interamente autofinanziata e autoprodotta, ed è stata proiettata nei cinema in Grecia con la prima proiezione pubblica avvenuta ad Atene l’8 dicembre 2019.

Sito internet dedicato (con sceneggiatura/bibliografia/sitografia/ecc.): www.labgreece.org
Ufficio stampa: info@labgreece.org

 

Il documentario è composto dai seguenti episodi che rimandano direttamente alle parti indicate nel filmato:

1. L’OCCUPAZIONE [00:00:00]

1942. Prima i fascisti, poi i nazisti, poi gli inglesi. Il popolo greco si liberò di tutti e tre, uno dopo l’altro. Uno dei pochi esempi nella Seconda guerra mondiale di un popolo che si sia liberato da solo. Poi arrivarono gli statunitensi (U.S.A.) e testarono sul “Laboratorio Grecia” l’arma con cui avrebbero bombardato il Vietnam 20 anni dopo: il napalm. La “Dottrina Truman” ebbe inizio.

 

 

2. LA “COLPA”

Crisi del debito, Grecia in fallimento. Tutti i mezzi di informazione ripetono all’unisono: “Popolo greco: è colpa vostra!”. Come in Italia. L’evasione di piccoli commercianti che omettono qualche scontrino, alcuni rappresentanti politici che usano soldi pubblici per comprarsi mutande firmate. I greci stavano davvero “vivendo al di sopra delle loro possibilità”? È davvero colpa loro?

 

3. BREVE STORIA DELLA “GLOBALIZZAZIONE” DEI PROCESSI PRODUTTIVI

Ossia, come estendere in tutto il Pianeta l’omologazione e la mercificazione di qualsiasi cosa (spazi e tempi compresi): alienando specialmente gli esseri umani. Il ‘900 ha visto due grandi modelli economici contrapposti, quello keynesiano e quello liberista. Il primo, nato dalle ceneri del liberismo, garantiva diritti sociali e progresso democratico. Il secondo solo le libertà oligarchiche per lo sviluppo dei mercati dei capitali economici e finanziari. Negli anni ’80 l’occidente cambia modello sociale: il neoliberismo diventa di nuovo dominante. Le élites economiche tornano a dominare la scena. La Grecia è un piccolo tassello di questo grande modello sociale mondiale.

 

4. I COLPI DI STATO

In Grecia come in Italia, a conferma della sorveglianza da parte degli Stati Uniti d’America del territorio europeo nelle guerre geopolitiche con la Russia prima, e oggi anche la Cina. Lo ‘Stato di polizia’ della Grecia sotto l’occupazione della “Troika” dal 2010 al 2014 ricorda molto quello della “Dittatura dei Colonnelli” di fine anni ’60. In entrambi i casi c’era una mano straniera che guidava i processi.

 

5. LA PAURA

Le ricette economiche della “Troika” (B.C.E. – F.M.I. – Commissione europea) portano la Grecia al collasso economico e sociale. Lo scontento va gestito: dagli assalti delle forze dell’ordine alla propaganda. Manganelli e lacrimogeni lasciano spazio a telecamere e schermi televisivi, che ripetono tutti la stessa cosa. Il dissenso viene sedato. La disoccupazione arriva al 25% e favorisce la competizione salariale al ribasso. Aumentano le tasse sulla casa, il bene più importante della classe media greca, che diventa presto preda delle banche. La salute diventa una merce, le “organizzazioni umanitarie” si sostituiscono allo Stato. Mentre in una scuola di periferia un bambino sviene sul banco perché non mangia da giorni, qualcun altro invece, da qualche altra parte, si arricchisce sempre più.

 

 

6. LA SPERANZA

In realtà si prepara un nuovo, peggiore, “memorandum”. 2015: “Oggi il popolo greco ha scritto la Storia, la speranza ha scritto la Storia! La Grecia si lascia dietro l’austerità della distruzione, la paura e l’autoritarismo”. Così Alexis Tsipras, il neoeletto primo ministro greco esordisce parlando al popolo. Atene viene “smilitarizzata”. La tensione evapora. La speranza è il sentimento prevalente, fondata sulla fiducia nei confronti del giovane primo ministro e del suo partito, Syriza.

 

7. LA STORIA DELL’UNIONE EUROPEA

Dal “Manifesto di Ventotene” ad oggi. 1946: Winston Churchill auspica la nascita degli Stati Uniti d’Europa, citando il grande lavoro intellettuale fatto dal Conte Coudenhove Kalergi e del suo movimento: “Paneuropa”. Gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica si contendono il mondo e l’Europa è il centro di questa grande “spartizione”. L’élite finanziaria inglese, francese e tedesca è stretta alleata con l’élite finanziaria americana. Il Conte Kalergi è il legante fra le due sponde dell’Atlantico. Se i paesi europei vogliono i finanziamenti ed i prestiti del “Piano Marshall” devono “abbattere i controlli sui movimenti di capitale e delle merci, e formare un unico grande mercato”.

 

8. COME FUNZIONA L’UNIONE EUROPEA

Il cosiddetto “deficit democratico” di un entità giuridica non definita (art. 47 T.U.E.) a conferma che questo tipo di Unione europea è nata anti-democratica (e quindi oligarchica) perché fin dal suo inizio (con la C.E.E.) non ha avuto uno scopo democratico, ma solo finalità economiche. Il Parlamento europeo, che dovrebbe essere la “voce” delle cittadine e dei cittadini dei Paesi membri, in realtà, in base ai Trattati europei in essere, non lo è, perché non ha in via esclusiva la totale iniziativa legislativa in autonomia quale condizione necessaria a dare “voce” alle elettrici e agli elettori (condizione necessaria per definirsi parlamento); quindi è di fatto solo un’assemblea (e alquanto costosa). Inoltre, con la recente nuova legge elettorale (Decisione (UE, Euratom) 2018/994 del Consiglio europeo del 13 luglio 2018 che modifica l’atto relativo all’elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto), chi ne fa parte, non rappresenta più il Paese membro, ma l’Unione europea stessa, indistintamente, confermando nei fatti una cittadinanza europea “condivisa” che a livello giuridico non esiste ancora. Chi decide realmente è la Commissione europea con il Consiglio europeo degli Stati membri, influenzati e condizionati dai mercati e dal potere economico delle ditte multinazionali a vari livelli; con l’asse franco-tedesco che domina gli altri Paesi membri, a conferma della “solidarietà reciproca”(articolo 3 T.U.E.).

 

9. IL SOGNO EUROPEO

I 75 anni di pace…, nella “Guerra fredda” prima e nelle “Guerre senza limiti” ancora oggi. Crollata la dittatura, la Grecia torna alla democrazia e scrive una delle costituzioni più sociali di sempre. Pochi anni dopo entra nella C.E.E., la Comunità Economica Europea. Seguono anni di sviluppo economico e sociale grazie alla politica economica keynesiana del governo socialista dopo la dittatura. Poi però, con gli ultimi Trattati europei, si cominciano a dettare le regole: lotta all’inflazione e autonomia della banca centrale, massima concorrenza e minimo intervento dello Stato nell’economia, perché i soldi per la spesa pubblica vanno cercati nei mercati e nelle banche. E questi non sono soldi gratis.

 

10. A COSA SERVONO LE CRISI?

Sono le crisi che fanno fare passi avanti all’Europa. Così sentenziava Mario Monti nel 2011, quando i paesi periferici dell’Unione Europea erano soggetti alla speculazione dei mercati, e la crisi finanziaria stava avendo il suo impatto maggiore. Ma quando qualcuno perde, qualcun altro guadagna. Quella fu l’occasione per gli U.S.A., tramite il Fondo Monetario Internazionale, di entrare fattivamente nelle decisioni politiche europee, per “controllare” la sua potenza egemone, la Germania. Che dovrà per sempre guardare a ovest, e mai a est.

 

11. COME FUNZIONA IL SISTEMA EURO

La Banca Centrale Europea (B.C.E.), un’istituzione privata, controllando in via esclusiva e in totale autonomia l’emissione della moneta Euro, ne gestisce così – di fatto – il suo impiego politico nell’economia dei Paesi membri. In questo modo i Governi degli Stati che hanno aderito all’Euro (“Eurozona”) per attuare le loro scelte politiche dipendono dalla B.C.E. e dai mercati. Nel caso dell’Italia, i “vincoli esterni” (ricatti) sono ancora peggio (anche perché non sono mai stati spiegati realmente al popolo): dal Sistema monetario europeo (S.M.E.) con l’E.C.U., al cosiddetto “divorzio” del 1981 tra l’allora Ministero del Tesoro e la Banca d’Italia; dal Trattato sull’Unione europea di Maastricht (1992 attivo dal 1993), al Trattato di Lisbona (2007, attivo dal 2009), al Meccanismo europeo di stabilità (M.E.S.) e al “Six pack” con il Semestre europeo (2011), al “Two pack” (2013), al Patto di bilancio europeo/”Fiscal compact” (2012-2013); ed infine, con la modifica dell’articolo 81 della Costituzione repubblicana – nel quale si costituzionalizza il principio contabile del pareggio di bilancio tendenziale (anche questo incompatibile con il dettato costituzionale della Repubblica) – le nostre scelte politiche, economiche e quindi sociali, sono di fatto gestite da altri (“vincoli esterni”) e non dal popolo italiano; violando così nei fatti la Costituzione repubblicana.

 

 

12. L’EURO E LA SCHIAVITÙ DEL DEBITO

“Dietro i mercati ci sono le banche, dietro le banche ci sono le banche centrali”. L’Euro è una moneta straniera per la Grecia come per l’Italia, la cui emissione è decisa dalla Banca Centrale Europea, un’istituzione privata. Se si vogliono i soldi, si deve stare alle condizioni dei creditori. La Grecia contrae un debito in una moneta che non controlla, sulla quale paga gli interessi, e in cambio della quale deve concedere riforme: austerità e privatizzazioni. Il P.I.L. cala e il debito cresce. La B.C.E. fa alla Grecia quello che F.M.I. e Banca Mondiale fanno ai paesi del terzo mondo: la crisi del debito diventa una spirale senza fine, dalla quale un paese senza sovranità monetaria come la Grecia, non potrà mai uscire. Il neo Vice Ministro del Lavoro, Rania Antonopoulos, dice che il popolo greco non vuole uscire dall’Euro, e “ha dato espressamente mandato a Syriza di rimanervi”. Ma il popolo greco conosce come funziona la moneta unica? E soprattutto, Syriza, gliel’ha mai spiegato?

 

13. INGEGNERIA SOCIALE (INIZIATA GIÀ NEGLI ANNI ‘30 DEL ‘900 CON LE “RICERCHE DI MERCATO”)

“La gente viene manipolata senza rendersi conto di essere manipolata”: in Grecia come in Italia, come in Spagna… Ovunque ci sia solo una democrazia formale (sulla carta, quindi apparente) invece di una democrazia sostanziale, vera – che si realizza a livello sociale lottando quotidianamente per i propri diritti-doveri. La speranza dei greci nella politica del nuovo governo Tsipras, stava confluendo in una grande mobilitazione popolare. Un sentimento di unità nazionale: tutti uniti contro l’austerità dei tecnocrati. Il fermento e l’attesa per il referendum popolare si facevano sempre più forti. Il popolo greco era pronto a far sentire la sua voce. A esprimere la sua volontà. Il 5 luglio 2015 la democrazia vinse una storica battaglia, nello stesso luogo dove la democrazia nacque, 2500 anni fa. Il 61,31% dei greci disse NO a nuovi sacrifici. Una settimana dopo, Tsipras, la guida del partito che promosse quel referendum, firmò un accordo che annullava il voto popolare e consegnava la Grecia all’austerità per altri 40 anni. La reazione del popolo greco a questo incredibile tradimento fu impressionante. Il grande fermento politico che faceva affollare le piazze fino qualche giorno prima scomparì all’improvviso. In un sol giorno, si arrivò all’annichilimento politico, e morale, di 10 milioni di persone.

 

 

14. LA CONQUISTA DI UNA NAZIONE

Ad ulteriore conferma della sorveglianza da parte degli Stati Uniti d’America del territorio europeo nelle guerre geopolitiche con la Russia prima, e oggi con anche la Cina. Il 20 Settembre del 480 a.C. i greci sconfissero l’Impero persiano nella battaglia navale di Salamina, qualche miglio al largo del porto del Pireo. Due millenni e 5 secoli più tardi invece, quello stesso porto da cui partì la flotta vittoriosa sui persiani, il secondo più grande d’Europa, viene “conquistato” da un nuovo impero che viene da est, la Cina. In questa nuova guerra, il popolo greco non ha più i mezzi per combattere. Le loro formidabili trireme e il valore dei suoi soldati sono armi che appartengono ad un passato lontano. Pezzi di storia e cultura popolare che se ne vanno per sempre, “svenduti al peggior offerente”.

 

15. IL LIBERO MERCATO DEGLI ESSERI UMANI

Nel sistema del libero mercato, se i capitali si possono muovere da un paese all’altro, anche gli esseri umani devono poterlo fare (dai preparativi anche con l’ERASMUS, alle nuove forzate migrazioni). Il Capitale ha bisogno del Lavoro, ma è disposto a pagarlo soltanto alle proprie condizioni. Se i greci non sono disposti a lavorare per 300 Euro al mese, hanno il “diritto di emigrare” in un altro Paese. Allo stesso tempo persone di altri Paesi hanno il “diritto di emigrare” in Grecia, disposti a lavorare per quel salario che un greco non accetterebbe.

 

16. OLTRE BREXIT

Il Regno Unito non si è mai sentito parte del continente europeo, men che meno dell’Unione Europea. E gli Stati Uniti d’America questo lo sanno.

Col referendum del 2016, il popolo britannico ha dimostrato che vuole essere del tutto indipendente da logiche straniere, private e sovranazionali. Il Regno Unito non è più un paese a sovranità limitata e controllata, come invece lo è la Grecia. Per liberarsi dal giogo dell’Euro, e dal ricatto dei mercati, il popolo greco ha un lungo e difficile cammino da affrontare. Stessa cosa vale per l’Italia, la Francia, la Spagna e gli altri paesi dell’Unione europea; tramite una classe politica rappresentativa nuova, insieme ad una cittadinanza che si esprima attraverso una reale coscienza sociale; una consapevolezza collettiva sulla nostra storia, su ciò che noi esseri umani davvero siamo: degli esseri sociali.

In Grecia e in Italia ci sono le origini della civiltà occidentale. Sarà per questo che anche le nostre Costituzioni si assomigliano, nel loro più profondo senso sociale. L’ultimo articolo della Costituzione greca recita così: “L’osservanza della Costituzione riposa sul patriottismo dei greci, che hanno il diritto e il dovere di resistere con tutti i mezzi contro qualsiasi persona che ne tenti l’abrogazione con la forza.”

LASCIATECI FARE VOL. 3
Questa volta non vi lasciamo più fare: ATTUARE LA COSTITUZIONE.

(in divenire, se lo vogliamo davvero: insieme e individualmente)

«Nel ‘44-45 e nel ‘68, sia pure parzialmente, il popolo italiano ha saputo cosa vuol dire – magari solo a livello pragmatico – cosa siano autogestione e decentramento, e ha vissuto, con violenza, una pretesa, sia pure indefinita, di democrazia reale.

La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le uniche esperienze democratiche-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c’è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline».

Pier Paolo Pasolini
Rubrica “Il caos” in Tempo n. 39, Anno XXX, 21 settembre 1968.

«La conclusione cui arrivo dopo cinquanta anni di milizia attiva e di esperienza di lotta, è che la cosa più rivoluzionaria che esista, più ancora delle barricate, è questo senso non rinunciabile della propria dignità e della propria responsabilità: rifiuti ciascuno la partecipazione subalterna alla società; rifiuti di diventare uno strumento, un oggetto nelle mani di altri, o, peggio, alla mercé di meccanismi anonimi; rivendichi ognuno il suo potere di decidere, di farsi partecipe attivo del vasto processo creativo della storia».

Lelio Basso
in: “Potere e Parlamento”, nel volume “Potere e istituzioni oggi” (1972) Giappichelli edizioni, Torino.

 

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA VIOLATA: ILLEGALITÀ COSTITUZIONALE PERMANENTE PLURIMA AGGRAVATA

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